Scania verso Ibe, la parola a Roberto Caldini
Il 2018 per Scania sarà l’anno del debutto ad IBE con un proprio stand. La prima volta non si scorda mai, e il Grifone si sta preparando ad una presenza in grande stile. Di seguito riportiamo in forma integrale l’intervista a Roberto Caldini pubblicata da International Bus Expo sul proprio sito. In riviera Scania porterà, […]
Il 2018 per Scania sarà l’anno del debutto ad IBE con un proprio stand. La prima volta non si scorda mai, e il Grifone si sta preparando ad una presenza in grande stile. Di seguito riportiamo in forma integrale l’intervista a Roberto Caldini pubblicata da International Bus Expo sul proprio sito.
In riviera Scania porterà, oltre ad un saggio del proprio listino, una filosofia improntata alla sostenibilità, da perseguire affrontando la strada meno battuta. Mentre da più parti l’ebrezza dell’elettrico monopolizza l’attenzione, il Grifone invita alla prudenza e a tenere in considerazione interessanti alternative. Ne abbiamo parlato con Roberto Caldini, Direttore della divisione bus&coach di Italscania.
– Caldini, ci può fornire qualche anticipazione sulla presenza di Scania ad IBE 2018?
Per Scania si tratterà di un’edizione importante in quanto sarà il nostro debutto con uno stand proprio, distinto da quello di Irizar. Sarà anche uno stand dalle dimensioni importanti: quasi 7000 metri quadri. Esporremo la gamma Touring, sia a due che a tre assi e presenteremo anche un autobus per trasporto pubblico a trazione non convenzionale. Oltre a questo, probabilmente metteremo a disposizione uno o due veicoli nella parte esterna per i test drive.
– Il tema della sostenibilità nel trasporto pubblico è diventato cruciale. Si parla sempre di più di autobus elettrici, ma la sfida si gioca sulla conciliazione di sostenibilità ambientale e sostenibilità economica..
Esattamente. Noi di Scania stiamo naturalmente lavorando sul veicolo elettrico. È sicuramente una tecnologia interessante che in futuro avrà applicazioni importanti. Oggi, però, la sostenibilità deve essere un’opportunità disponibile per tutti. Questo significa considerare, in termini di sostenibilità economica, il costo del ciclo di vita. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, inoltre, Scania sottolinea come la sostenibilità sia una filiera, una catena. E l’autobus è un anello della catena. Dobbiamo considerare l’impatto ambientale in un’ottica di ciclo weel-to-weel. Fermarsi a considerare solo le emissioni è limitativo. Oggi mettere su strada un bus elettrico non è un problema. Il problema è mettere su strada un mezzo realmente sostenibile, affidabile e che possa contare su un alto livello di assistenza e di fornitura di ricambistica valida.
– Parlare di costo del ciclo di vita e di sostenibilità weel-to-weel ci conduce a prendere in considerazione altre tecnologie al di fuori del perimetro dell’elettrico…
Oggi come oggi un autobus a gas che usa biogas o biometano è una delle soluzioni più sostenibili in asssoluto. Per non fermarci al veicolo, Scania ha rapporti con aziende esterne in grado di fornire consulenza per realizzare l’impianto di biogas.
– Una battuta sul mercato Italia: a fine 2017 si nutrivano grandi aspettative sull’immatricolato 2018. Abbiamo superato la metà dell’anno, è possibile trarre qualche primo bilancio?
Anche secondo le nostre previsioni il 2018 si prospettava un anno di crescita importante per effetto delle gare 2017. E oggi i dati confermano queste stime: a maggio 2018, rispetto allo stesso periodo dell’ano precedente, abbiamo avuto un incremento del 20% del mercato autobus sopra le 12 ton, che è passato da 970 a 1170 unità. L’ambito dei Classe III è rimasto abbastanza stabile: la crescita si è concentrata in particolare sui segmenti urbano e interurbano. E il gas è salito moltissimo: è passato da 10 a 87 unità. Per noi è un segnale importante. In termini di mercato Italia complessivo, è chiaro che non arriveremo ai numeri a cui dovremmo arrivare. Per un mercato che avrebbe bisogno di cambiare 3.500 – 4.000 macchine all’anno i numeri sono ancora bassi. Potremmo arrivare, secondo le nostre stime, a 2.300 – 2.400.
– Nel 2017 avete lanciato il coach Scania Touring. Che feedback avete avuto finora?
Pensiamo che il Touring stia andando molto bene. Certo, quando si introduce un prodotto nuovo bisogna sempre fronteggiare una certa diffidenza da parte del mercato. Ma oggi possiamo dire che chi l’ha comprato è soddisfatto sia per l’affidabilità sia per i consumi. L’introduzione dello Scania Touring in Italia ha voluto dire anche preparare tutta la nostra rete, per essere in grado di offrire una gamma di servizi che vanno dai servizi finanziari a quelli di fleet management. Del resto, quello dell’assistenza è un ambito cruciale, che orienta moltissimo le scelte del cliente.
– Rimanendo in tema, ci può dire come è strutturata la vostra rete?
Negli ultimii anni l’investimento fatto da Scania e Italscania sulla rete di assistenza è stato enorme perchè, come già detto, la qualità dell’assistenza è un fattore chiave per i nostri clienti. In Italia oggi abbiamo più di 100 officine autorizzate che coprono tutto il territorio. Questo, insieme alla rete in Europa, può farci dire che la rete Scania è tra le più complete.
– Per concludere, una domanda sulla guida autonoma. Progetti pilota e prototipi iniziano a fare capolino anche nel mondo autobus. Qual’è la sfida principale?
Quello della guida autonoma è un concetto che sta prendendo piede, lo stiamo sviluppando anchenoi nel nostro centro ricerca e sviluppo di Södertälje, in Svezia. È un argomento interessante, ma per adesso ha applicazioni limitate. La problematica principale che si sta presentando non riguarda la tecnologia, ma è la questione morale. Programmare un veicolo autonomo sognifica dire a una macchina come comportarsi in certe situazioni di pericolo per limitare i danni. È un argomento che andrà affrontato seriamente.